Cinema e Spettacolo

Ancora nessuna risposta alla scomparsa di Liliana Resinovich

today24 Gennaio 2022

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L’autopsia del corpo potrebbe portare una svolta definitiva. Ancora nessuno nel registro degli indagati

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Liliana Resinovich in una foto tratta dal suo profilo Facebook
Liliana Resinovich in una foto tratta dal suo profilo Facebook

Trieste, 10 gennaio 2022 – Nessuna persona è stata iscritta nel Registro degli indagati in merito alla scomparsa di Liliana Resinovich, la donna di 63 anni, che aveva fatto perdere le sue tracce dallo scorso 14 dicembre. Da questo possiamo ritenere che investigatori e inquirenti stanno mettendo al loro posto tutti i tasselli della vicenda con estrema cautela, per ricostruire quanto è accaduto. Nonostante ciò non si hanno alcune idee preconcette e, come gli inquirenti sottolineano, a distanza di giorni la situazione sembra cristallizzata con l’attesa dell’autopsia che, si spera, dovrebbe essere finalmente risolutiva.

Tac e autopsia

A nulla ha portato la Tac, effettuata sul cadavere della donna lo scorso sabato. Oggi il Procuratore capo di Trieste, Antonio De Nicolo, ha reso noto che l’esame non ha chiarito l’identità del corpo e, soprattutto, le cause della morte. C’è, però, “un’elevata probabilità” che si tratti di Liliana, come annunciato dalla Prefettura il giorno del ritrovamento.

A questo punto l’unica soluzione sembra l’autopsia, che sarà effettuata domani dal medico legale Costantinides. Oggi, inoltre, la polizia scientifica ha cominciato l’esame di tutti gli oggetti rinvenuti sul corpo della donna; un’analisi che potrebbe far emergere elementi utili.

Trovato un corpo

Il corpo della donna è stato trovato mercoledì scorso nel parco dell’ex Ospedale psichiatrico. Una zona che Liliana e il marito conoscevano bene e che percorrevano nelle loro passeggiate o giri in bici. Inoltre la vittima aveva due sacchetti di plastica alla testa e stretti attorno al collo, che hanno fatto ipotizzare una morte per asfissia: in una prima analisi il medico legale non ha trovato sul corpo segni di violenza. Il corpo era infilato dentro a due grandi sacchi neri per raccogliere l’immondizia e, poco distante, gli investigatori hanno trovato un paio di occhiali, che corrisponderebbero a quelli nelle foto” della signora Resinovich.

Le versioni del marito

La donna, 63 anni, era uscita di casa fra le 8.22 e le 9 del 14 dicembre, poco dopo l’uscita del marito. I due coniugi avevano fatto colazione e, dopo essersi salutati, alle 7,45 si sono divisi. L’uomo ha dato due versioni differenti su come abbia passato quella mattina. Prima ha dichiarato di essere andato a testare una nuova fotocamera GoPro in bicicletta, mentre, in una seconda versione, ha detto di aver prima consegnato alcuni coltelli a dei supermercati e pescherie, attività che svolge da pensionato. Non sapeva nulla, ha detto alla polizia, che la moglie avesse un’amicizia con Claudio Sterpin, 82 anni, che Liliana da tempo frequentava e al quale “faceva le pulizie”.

Un secondo uomo per Liliana

Claudio Sterpin dichiara di essere un vecchio amico di Liliana, con la quale aveva recuperato recentemente i rapporti. Il marito della donna nega fermamente di essere a conoscenza di questa amicizia e, soprattutto, afferma che la relazione con Liliana non aveva alcun tipo di difficoltà, come, invece, dichiara Claudio: “Il giorno dopo io e la Resinovich dovevamo partire per un week end insieme, lei era stufa del marito, voleva lasciarlo”. Liliana aveva telefonato alle 8.22 proprio a Sterpin dicendo che sarebbe arrivata da lui un pochino più tardi perché doveva passare da un negozio di telefonia. I due cellulari della donna, la borsetta e il portafoglio sono stati, però, trovati a casa e, poco dopo le nove, quando il fratello le ha telefonato, nessuno ha risposto. 

Il marito: “Spero non sia Liliana”

“Spero che la donna trovata morta non sia lei”, ha detto Sebastiano Visintin, marito di Liliana, che ha partecipato a una iniziativa di alcuni residenti del rione di San Giovanni dove abita.  “Sono molto colpito – ha detto – di come la gente conosca me, conosca la vita mia e quella di mia moglie. Avevamo una vita allegra e felice con tante persone che ci volevano bene. Non riesco a capire – ha aggiunto riferendosi all’amico della moglie – come quest’uomo sia entrato nella nostra vita visto che eravamo felici e spensierati assieme. Ha spezzato due vite”. “Spero ancora che la donna morta non sia Liliana”, ha concluso Visintin.   La sua posizione è seriamente al vaglio degli inquirenti come quella di Claudio Sterpin

ciao numero due

Scritto da: Letizia


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